Mondomatica

Esperienze e pratiche del mondo dell'informatica


Dati Covid 2021

"Immuni non efficace? Meglio dati aperti, geo-referenziati, anonimi e piattaforme data driven"

A livello di Enti centrali, Regioni, Provincie autonome e Comuni sono disponibili molti dati sul Covid. Qui in osservazione la morbosità (contagi attuali al netto di guarigioni e decessi in rapporto alla popolazione). In tutte le regioni e provincie autonome si riscontra per la prima volta da mesi una diminuzione.

Schermata 2021-05-23 alle 12.04.11


Da quando è iniziata la vaccinazione si riscontra una correlazione di R = -0,50 tra numero di dosi di vaccino e l'indice di morbosità, lievemente inferiore al dato di due settimane prima pari, a -0,57 (senza i due casi più fuori fascia di Sicilia e Calabria il coefficiente di correlazione sarebbe stato -0,64).

Schermata 2021-05-09 alle 19.51.04

La retta di regressione che interpola i dati normalizzati su esposti è riportata di seguito, dove Y rappresenta i vaccini su abitanti e X l'indice di morbosità:

Schermata 2021-05-09 alle 20.06.43

Sotto la media dei vaccini si collocano Sicilia, Calabria, Sardegna e Campania. I rispettivi valori denotano l'esigenza di un maggior numero di somministrazione di dosi vaccinali per ridurre la morbosità i cui valori y, x (dosi e morbosità normalizzati) e valori reali (dosi e morbosità grezzi) sono rispettivamente:

Sicilia (
-1,41 e -0,21) (34 e 46)
Calabria (
-1,13 e 0,07) (35 e 71)
Sardegna (
-0.85 e 0,36) (36 e 97)
Campania (
-0,85 e 0,94) (36 e 149)
Italia/Lazio (0, 0) (39 e
65)*
*(vaccini 39 su 100 abitanti con varianza 3,5 e morbosità 65 su 10.000 abitanti con varianza 89)

Per aumentare il numero dei vaccini delle aree suddette al livello ad esempio della media italiana, occorrerebbe raggiungere 39 vaccini su 100 abitanti pari ad esempio a:
Sicilia: +5% (248 mila dosi)
Calabria: +4% (77 mila dosi)
Sardegna: +3% (49 mila dosi)
Campania: +3% (174 mila dosi)

Secondo gli andamenti attuali dei vaccini il target potrebbe essere raggiunto in 5-10 giorni e la morbosità abbassarsi ai valori medi.

Morbosità territoriale al 8 maggio

Schermata 2021-05-09 alle 07.19.45

Il quadrato evidenzia il valore nazionale medio dell'Italia che risulta in progressiva diminuzione. Nelle ultime due settimane tutte le aree territoriali risultano in diminuzione ad eccezione della provincia di Bolzano che comunque è tra le aree territoriali con minore tasso di morbosità, assieme a Molise e Trento. Il colore delle regioni, per una minoranza di casi, non sempre corrisponde alla morbosità, essendo dovuta ad altri fattori considerati.


Morbosità territoriale al 24 aprile

Schermata 2021-04-25 alle 20.58.47


Il triangolino indica le regioni arancione e la regione rossa (Sardegna), il quadrato il valore nazionale.

Standardizzando i valori grezzi attuali dei vaccini e dei contagi rapportati alla popolazione, si ottiene la seguente rappresentazione grafica. La Sardegna (rossa) e la Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia (arancioni) sembrano correttamente disporsi sulla parte bassa del grafico. Campania, Emilia Romagna e Valle d'Aosta (arancione) sembrano casi particolari rispetto alle altre regioni.


Correlazione vaccini/morbosità al 24 aprile

Schermata 2021-04-28 alle 08.38.40

La correlazione del numero dei vaccini del 10 aprile e la diminuzione della morbosità riscontrata il 24 aprile risulta pari a R=-0,57. L'impatto dei vaccini sulla morbosità sembra iniziare ad evidenziarsi. La distribuzione esposta del 24 aprile sembra infatti anche graficamente meno dispersa rispetto al grafico seguente del10 aprile (la cui correlazione risultava pari a R=-0,37).

Correlazione vaccini/morbosità al 10 aprile


Schermata 2021-04-12 alle 07.22.31

Delle 21 aree considerate, 10 si collocano nell'area in alto a sinistra con bassa criticità con vaccini superiori alla media e bassa morbosità. 4 regioni sono rosse, al 12 aprile, e 3 di queste risultano con particolare criticità (indicate con triangolino in basso a destra).
In futuro si potrà osservare meglio l'effetto atteso dei vaccini sulla diminuzione della morbosità ed avere ulteriori elementi per analizzare eventuali concause o anomalie di comportamento.

L'indice di morbosità (costituito dai casi attuali, cioè i casi totali al netto dei guariti e deceduti, rapportato a 10.000 abitanti del territorio di appartenenza) può essere considerato il risultato di varie componenti epidemiche:
- RT e velocità di ascesa o discesa;
- comportamenti della popolazione;
- indice di positività;
- casi asintomatici;
- presenza di varianti;
- disponibilità ed efficacia delle strutture sanitarie di cura;
- aumento delle guarigioni;
- appropriati interventi di politica sociale cautelativa;
- resilienza di persone e organizzazioni;
- vaccinazioni.

Morbosità territoriale al 9 aprile

Il seguente grafico riguarda i dati del 12 e 26 marzo 2021 e del 9 aprile.

Schermata 2021-04-10 alle 16.32.56


Il valore medio nazionale, contrassegnato graficamente con un quadrato, risulta in lieve discesa nelle ultime due settimane.

Le regioni, contrassegnate con un triangolo, che rimarranno rosse anche dopo il 12 aprile, sono:
- Val d'Aosta
- Sardegna
- Puglia
- Campania

Il seguente grafico riguarda invece la situazione del 12 marzo e quelli del 26 marzo 2021.

Morbosità territoriale al 26 marzo


Schermata 2021-03-27 alle 05.45.51


Il valore medio nazionale, contrassegnato graficamente con un quadrato, risulta al 26 marzo nel complesso in lieve salita rispetto al 12 marzo.

Si osserva che le le regioni e provincie autonome con
morbosità in diminuzione, contrassegnate con un cerchio, sono:
- Bolzano - arancione
- Molise - arancione
- Umbria - arancione
- Trento - rosso *
- Marche - rosso *
- Abruzzo - arancione

Queste aree hanno una popolazione totale inferiore ad 1 milione di abitanti e quindi considerabili di piccole dimensioni rispetto ai valori nazionali.

Cinque regioni con
morbosità superiore alla media nazionale, e che risultano in aumento nell'intervallo considerato, hanno una popolazione in media superiore a 5 milioni di abitanti, quindi regioni di grandi dimensioni rispetto ai valori nazionali:
- Lombardia - rossa
- Puglia - rossa
- Friuli Venezia Giulia - rossa
- Emilia Romagna - rossa
- Campania - rossa

Gli indicatori nazionali, in particolare l'RT, forniscono allarmi predittivi, se maggiori di 1, o al contrario rassicurazioni, se inferiori o uguali a 1. Essi risultano correlati con l'indice di morbosità. Gli RT rassicuranti che risultano al 26 marzo riguardano le seguenti aree che coincidono con la
morbosità sotto media, tranne una eccezione:
- Bolzano 0,78 - arancione
- Abruzzo 0,87 - arancione
- Basilicata 0,95 - arancione
- Umbria 0,97 - arancione
- Emilia Romagna 0,98 - rosso (con morbosità sopra media) *
- Sicilia 0,98 - arancione
- Lazio 0,99 - arancione
- Liguria 1 - arancione

Gli RT superiori a 1, pur avendo morbosità sotto media tranne i casi indicati, risultano per:
- Trento 1,02 - rosso *
- Sardegna 1,03 - arancione *
- Campania 1,05 - rosso (con morbosità sopra media)
- Lombardia 1,08 - rosso (con morbosità sopra media)
- Toscana 1,10 - rosso
- Marche 1,15 - rosso
- Puglia 1,17 - rosso (con morbosità sopra media)
- Piemonte 1,17 - rosso
- Molise 1,17 - arancione *
- Veneto 1,23 - rosso
- Friuli Venezia Giulia 1,23 - rosso (con morbosità sopra media)
- Calabria 1,37 - rosso
- Valled'Aosta1,75 rosso

I pochi casi borderline, con lievi discordanze tra i due indici, sono indicati con *:
- Emilia Romagna - rosso (contagi attuali in aumento pur con RT <1)
- Trento - rosso (contagi attuali in calo)
- Sardegna - arancione (contagi attuali in lieve aumento)
- Molise - arancione (contagi attuali in calo)

In conclusione la situazione sembra prefigurare qualche spunto di ottimismo nelle aree con RT <=1 e/o morbosità in diminuzione :
- Bolzano
- Molise
- Umbria
- Trento
- Marche
- Abruzzo
- Basilicata
- Emilia Romagna
- Sicilia
- Lazio
- Liguria

In totale si parla alla data del 27 marzo di 11 aree su 21, pari al 52%.

I dati analitici delle regioni e provincie autonome che consentono ulteriori analisi, talune rendono disponibili dati fino a livello comunale, sono riportati nei siti istituzionali:

- Ministero della Salute: situazione in
Italia

- Province Autonome di:
Bolzano: dati attuali sul Coronavirus
Trento: emergenza sanitaria Covid-19

- Regioni autonome:
Val d'Aosta: bollettino di aggiornamento
Trentino-Alto Adige
Friuli Venezia Giulia
Sardegna: Covid-19 statistiche
Sicilia

- Regioni a statuto ordinario:
Piemonte: mappa dei contagi
Liguria: bollettino coronavirus
Lombardia: emergenza Covid-19 - dati epidemiologici
Veneto
Emilia Romagna
Marche
Toscana
Umbria
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania: coronavirus - aggiornamenti
Calabria
Basilicata
Puglia

Di seguito una sintesi generale delle regioni, e provincie autonome, al 14 febbraio 2021 sulla base di 3 fattori: RT, Posti letto occupati, Morbosità.

Schermata 2021-02-17 alle 22.37.54


Si riporta la distribuzione delle regioni e provincie autonome al 1 febbraio 2021.

nuovi colori 2021-02-1 alle 20.44.20

Le posizioni medie in graduatoria derivano dalle posizioni conseguite dai sette indicatori esposti nella seguente tabella

Schermata 2021-02-01 alle 07.33.18

La tabella è meglio descritta in - "Epidemia e Infodemia: una sola dashboard per tutti i dati sul Covid-19?" del 28 gennaio 2021.

L'analisi complessiva del fenomeno epidemico si suddivide in due periodi:
a) da marzo a ottobre 2020 (periodo "prima ondata")
b) da novembre 2020 a gennaio 2021 (periodo della "seconda ondata")

Dati Covid 2020

a) Primo periodo: marzo-ottobre 2020

Si riportano di seguito analisi territoriali degli andamenti dell'epidemia Covid, iniziate da marzo 2020.

Relativamente a questo periodo sono disponibili due articoli pubblicati sulla Rivista Key4biz:
- "Morbosità delle regioni italiane e assistenza sanitaria nell'epoca del Covid-19" del 22 ottobre 2020
- "
Covid-19 e Morbosità delle Regioni Italiane" del 27 ottobre 2020

Essi sono frutto anche delle analisi che seguono.

Sulla base dei dati (
Open data del Dipartimento della Protezione Civile) relativi al numero dei contagi pubblicati giornalmente dal DPC, risulta che la densità del numero rispetto a 10.000 abitanti (quest'ultimo dato tratto dal sito tuttitalia.it) presenta all'inizio di aprile un basso tasso di contagi attuali nelle regioni del sud. Attorno al 15 aprile si raggiunge il picco per poi iniziare un decremento dei casi a fine aprile.

Estratto UNI_29apr2020_Natale
Figura 3. Densità contagi su 10.000 abitanti dal 1 aprile al 30 aprile 2020

La distribuzione del contagi regionali è verosimilmente di senso opposto al grado di industrializzazione.

I valori soglia iniziali che sono stati usati per le rappresentazioni regionali, sono correlati alla situazione dei tassi di contagio del sud al cluster di "de-industrializzazione" del 1971 e 2001 (vedi figure punto a)), ed alla situazione del centro-nord.

I valori soglia prescelti sono:

<= 4 casi su 10.000 abitanti (soglia di valore basso di inizio epidemia)
>4 fino a 11 casi per 10.000 abitanti (soglia di valore medio)
>11 casi per 10.000 abitanti (soglia critica di valore alto)

In pratica a livello regionale e locale, oltre che nazionale, si è adottato negli andamenti periodici un indicatore di contagiosità (o equazione della popolazione contagiata e contagiante) derivante da:

Contagi attuali registrati (ospedalizzati o domiciliati) =
(contagi totali registrati per sintomi manifestatisi + diagnosi per tampone - guariti - deceduti) / 10.000 abitanti

a questi andrebbero aggiunti, ove disponibili:
sieropositivi asintomatici + sieropositivi sintomatici (potenzialmente contagiosi se scientificamente provato)

E' questa una strada percorribile considerando i dati del DPC con l'indagine ISTAT in corso. In ogni caso risulta che la correlazione tra i contagi attuali registrati e i tassi di sieropositività asintomatica e sintomatica per regione risulta molto elevata e pari a r=0,81. Come dire che il milione e mezzo di persone sieropositive, se fosse accompagnato da tamponi che risultassero positivi, farebbero risultare i dati qui rappresentati per difetto in valore assoluto, ma corrispondenti alle differenze relative nord-sud ed interregionali.

I grafici seguenti che evidenziano i divari regionali sarebbero quindi confermati, con un nord più esposto all'epidemia del sud, anche tenendo conto della popolazione contagiata non registrata ufficialmente, cioè che in pratica non ha avuto necessità di ricorrere a cure ospedaliere urgenti, ma comunque infettata dal Covid-19 e che si è difesa con anticorpi naturali. In proporzioni ancora non conosciute tale insieme, se si dimostrerà la sua contagiosità, può alimentare in futuro nuovi focolai. Per un contenimento immediato sul nascere di questi, l'app immuni potrebbe risultare essenziale, nel prossimo futuro se accompagnata da contestuale e tempestivo aumento di tamponi, in caso di recrudescenza dei fenomeni di contagio.

Si ripercorre di seguito la fase di osservazione del fenomeno a livello regionale in un'ottica di "indicatore di contagiosità parziale" che alla luce dei recenti dati della indagine ISTAT/Salute/Croce rossa risulterebbero sottostimati, seppur rappresentativi delle difformità territoriali a vantaggio del sud rispetto al nord.

Nel momento del picco epidemico di metà aprile le regioni del sud si sono avvicinate come morbosità a quelle del centro, per poi ricominciare a scendere abbastanza velocemente, grazie anche al lockdown generalizzato a livello nazionale. La situazione generale appare quindi con una minore vulnerabilità di contagio del sud rispetto al tasso del nord. Probabilmente il diverso tessuto delle interazioni sociali del sud, dei contatti, dei movimenti delle persone, la diversa fluidità della mobilità, specie nella stagione invernale, ha frenato il dilagare di focolai o comunque ha ridotto il tasso di contagio. Ma queste valutazioni si lasciano a ulteriori studi.

Partendo dalla distribuzione dello sviluppo delle regioni

La situazione nel mese di aprile è risultata la seguente, con un picco di contagi a metà mese. Le prospettive divengono poi incoraggianti, con controlli di mobilità interregionale e rigide disposizioni. Dopo il picco, il tasso di contagio del nord risulta accennare a un ridimensionamento territoriale, facendo ben sperare in una veloce ripresa, maggiore al sud.


Di seguito è riportata la situazione del 18 maggio e 30 maggio (verde <= 4 contagi su 10.000 abitanti; grigio >4-11 casi; arancione chiaro >11 casi).


Schermata 2020-05-18 alle 19.24.42Schermata 2020-05-30 alle 18.46.34
Figura 4. Densità dei contagi su 10.000 abitanti del 18 e 30 maggio 2020

In particolare il 4 maggio i contagi totali a livello nazionale sono scesi a 99.980 (con 16,6 casi su 10.000 abitanti), dopo un massimo di 108.200 di quindici giorni prima (con 17,9 casi su 10.000 abitanti). L'11 maggio i contagi sono scesi a 82.488 (con 13,7 casi su 10.000 abitanti). Il 18 maggio i contagi sono scesi a 66.553 (con 11,0 casi su 10.000 abitanti).

N. contagi 16-18/5 su 10.000 abitanti e indice RT del 17/5 nella zona verde:

Umbria
0,9 . 0,9
2,72 *
Basilicata
2,0 - 1,5
0,36
Calabria
2,4 - 2,1
0,46
Sardegna
2,5 - 2,3
1,52
Campania
2,9 - 2,9
1,33

N. contagi 16-18/5 su 10.000 abitanti e indice RT del 17/5 nella zona grigia:

Puglia
5,2 - 5,0
4,52
Friuli Venezia Giulia
5,6 - 5,1
2,88
Valle d’Aosta
6,0 - 4,8
10,34 *
Trentino-Alto Adige
6,4 - 5,2
30.96 **
Lazio
6,8 - 6,5
3,73
Molise
7,0 - 7,1
27,16 **
Toscana
7,9 - 6,9
5,63
Veneto
8,5 - 8,2
7,87
Abruzzo
10,8 - 10,8
7,78

N. contagi 16-18/5 su 10.000 abitanti e indice RT del 17/5 zona arancione chiaro:


Emilia-Romagna
13,1 - 12,4
14,46
Liguria
16,3 - 15,1
27,92
Marche
17,4 - 15,2
10,68
Piemonte
24,6 - 22,7
26,81
Lombardia
27,0 - 26,9
37,11
* RT (dal Corriere della Sera del 17 maggio) che si distanziano in più di 3 posti nella graduatoria delle regioni secondo il tasso di contagi attuali
** RT che si distanziano dall'area di confidenza della retta di regressione (R=0,73 con due casi anomali e R=0,94 senza di essi): 30,96 media è ponderata BZ-TN
NOTA: l'analisi dei valori "outlier" (definiti secondo l'ISO/IEC 25024 "Misurazione della qualità dei dati") suggerisce un approfondimento del metodo di calcolo RT per i casi in esame, probabilmente da adeguare per le aree geografiche di piccole dimensioni

Di seguito la situazione dei casi di contagi su 10.000 abitanti di metà giugno e fine giugno.

Schermata 2020-06-15 alle 19.20.58Schermata 2020-06-27 alle 21.46.25
Figura 5. Densità dei contagi su 10.000 a metà e fine giugno 2020

L'omogenizzazione verificatesi il 27 giugno è risultata statica fino ai primi di agosto. Dal 10 agosto si sono verificati alcuni accenni di ripresa epidemica in alcune aree, in particolare soggette a rientri di persone dall'estero ed elevata mobilità turistica.
Il 21 settembre si quantifica l'effetto estivo che riduce di molto il numero delle regioni con bassa densità contagi in modo quasi uniforme addensando 17 regioni tra i 4 e gli 11 casi su 10.000 abitanti (in qualche modo è un valore che si avvicina alla situazione di fine maggio). La situazione di ottobre sembra prospettare una regressione ai dati pre-estivi: 3 regioni (Campania, Lazio, Umbria) hanno raggiunto dati superiori mai registrati prima.

In sintesi si riportano i seguenti dati regionali mensili, in coerenza con i dati geografici su riportati con soglia bassa (<=4), media (>4-11) e alta (>11), rispettivamente di colore verde, giallo, rosso.

Tabella 1.Contagi attuali dal 21 marzo al 26 ottobre 2020
Schermata 2020-10-27 alle 14.57.31
* Casi sopra la media nazionale


Si nota l'aumentare del colore rosso, segno dell'inizio della seconda ondata epidemica. Di seguito i dati sui ricoveri e isolamenti domiciliari sul totale della popolazione.

Tabella 2. Ricoveri su 20.000 abitanti dal 17 al 26 ottobre 2020
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* con asterisco le regioni con lockdown parziale al 26 ottobre 2020


I dati su esposti ovviamente sono già superati. Rimane valido il rapporto ove possibile dei casi positivi con la popolazione (è equivalente se su 10.000 abitanti o su 100.000). Con future stime si potrebbero normalizzare i casi positivi per regione in proporzione ai tamponi effettuati, che finora hanno oscillato tra 5 e 17 percento. Una visione "telescopica" regioni, province, comuni, potrebbe inoltre fornire ulteriori elementi di differenziazione per evitare "di fare di tutta l'erba un fascio".

b) Secondo periodo: novembre 2020-gennaio 2021

Relativamente al secondo periodo sono disponibili due articoli pubblicati sulla Rivista Key4biz:
- "I dati contano, se rac-contano bene" del 10 dicembre 2020
- "
Epidemia e Infodemia: una sola dashboard per tutti i dati sul Covid-19?" del 28 gennaio 2021

frutto anche delle analisi che seguono.

In linea con le precedenti ricerche si potrà meglio sostituire analisi di singoli indicatori con altri che identificano cluster di territori ad alta somiglianza e omogeneità, offrendo una visione poliedrica della situazione. Un indicatore è stato aggiunto come ad esempio quello relativo ai ricoveri in rapporto all'ammontare della popolazione territoriale. Le dimensioni prese in esame sono quindi la morbosità e la pressione ospedaliera.

Tabella 3. Indice di morbosità e pressione dei ricoveri sugli ospedali
Schermata 2020-01-01 alle 22.17.40

Confrontando l'indice di morbosità e il numero dei ricoverati (relativamente alla popolazione delle regioni) si ottengono quattro possibilità esposte nel seguente quadrante.

Schermata 2020-01-02 alle 07.22.52
Figura 6. Quadrante Covid-19.

L'area del quadrante più critica, con prevalenza di regioni sopra i 4 milioni di abitanti (75%), con più contagi attuali e maggiore pressione ospedaliera, risulta composta da: E. Romagna, Veneto, Friuli V.G., Lazio. L'area meno critica, con meno contagi e meno pressione ospedaliera, è composta da: Lombardia, Marche, Abruzzo, Umbria, Toscana, Molise, Calabria Sicilia con prevalenza di regioni sotto i 4 milioni di abitanti (75%). Le grandi regioni sembrano penalizzate dall'epidemia e le altre regioni avvantaggiate.

Una più chiara visione sulle due dimensioni di morbosità e pressione ospedaliera si ha dal grafico seguente.

Schermata 2020-01-02 alle 08.40.28
Figura 7. Posizione sul piano ortogonale delle Regioni/Provincie autonome e pressione ospedaliera al 31/12/2020


Si può precisare che la pressione sanitaria potrebbe essere dovuta non solo dal numero dei ricoverati, in proporzione alla popolazione, ma anche dalla politica di cura dei positivi attuali presso centri ospedalieri, invece che per quelli meno urgenti presso il loro domicilio.

Saranno necessari ulteriori dati aperti affinché il mondo della ricerca possa dare un supporto alle decisioni di governance. In particolare sarebbe utile l'analisi statistica dei numero e tipo di vaccini applicati, per regioni e provincie autonome, e la loro densità rispetto alla popolazione ed efficacia nel tempo, così come dati sugli standard di tamponi effettuati.

E' chiaro che quanto esposto riguarda una prospettiva di esame della situazione attuale e non ha scopo predittivo. Gli algoritmi predittivi dei contagi, già messi in atto a livello istituzionale, consentiranno di monitorare gli indicatori più influenti di ausilio al treno del contenimento epidemico.

Le diversità del territorio potranno orientare verso modelli ritenuti i più idonei per la popolazione, secondo le peculiarità locali. I territori costituiti dalle regioni e provincie autonome, sono caratterizzati da diverse identità costituendo diverse realtà originali con le proprie tradizioni e caratteristiche. Si potranno considerare ambienti rurali e urbani, da confrontare, valorizzare, armonizzare e integrare, anche in un nuove ottiche di studio.
E' il tempo di affrontare lo sviluppo non solo in prospettiva Smart City, vista la forte pressione sanitaria nelle grandi regioni e grandi città, ma anche nei riguardi di Smart Region e Smart Land, anche per ridurre pressioni dell'urbanesimo sulle città, probabilmente con problematiche di addensamento da risolvere anche sui centri commerciali e sui trasporti urbani. La corsa all'urbanesimo si potrà contenere con ammodernamento delle realtà rurali, opportunità vitali di un nuovo sviluppo economico e turistico. Il concetto di progresso centrato sul PIL e addensamento di popolazione può trovare unanime consenso di completamento con altri indicatori.

In un futuro non lontano, vista la complessità dei fenomeni e la numerosità della variabili da tenere in considerazione per un monitoraggio appropriato, si spera che le nuove tecnologie informatiche, da studi computazionali, ai Big data e alla
Intelligenza Artificiale, potranno contribuire a fornire un supporto per una programmazione preventiva, sistemica, continua, tempestiva e statisticamente affidabile. In particolare si auspica un ausilio per il controllo delle pandemie Una speranza riposta dell'IA. Tanti altri dati potranno correlarsi.  

Si ricorda infine che la Statistica è una disciplina che non è un esercizio di esperti, ma la determinazione di dati essenziali per la gestione dei fenomeni a servizio delle decisioni di competenza dello Stato.  

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