Area museale

Il computer è nato attorno al 1940, in Italia l'anno zero dell'informatica è considerato il 1954 (
C. Bonfanti "L'affare Finac tra Manchester e Roma 1953-1954"), ma l'idea degli strumenti in grado di trattare informazioni e poterle comunicare nasce nei secoli passati al fine di calcolare, misurare spazio e tempo, diffondere informazioni scritte e orali.

Si riportano alcuni esempi, del tutto parziali. Un museo per quanto interessante dovrebbe fornire conoscenze per le sfide future. Dovrebbe dare qualche messaggio alle nuove generazioni, in particolari di studenti.

Nel mondo e in Italia sono nate numerose iniziative, reali e virtuali, dedicate ai primi
tempi dell'informatica: in Musei, Aziende, Associazioni, Enti, Università, Scuole e siti Web.

Nel "Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci " di Milano non poteva mancare (2016) ad esempio, uno dei primi trattamenti a distanza delle informazioni, come il telegrafo.

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In Italia, a partire dal 1861, il sistema Morse diventa il sistema nazionale ufficiale. Alla fine dell'Ottocento ogni parte del mondo industrializzato poteva comunicare grazie al telegrafo Morse. Era possibile scambiare messaggi a distanza con un sistema di codifica di tipo binario (punto e linea, invece del più moderno zero e uno digitale).


Nella mostra "Dalla scrittura al computer" dell'Università Salesiana in Roma (marzo-maggio 2012) sono stati esposti pezzi dell'Elea Olivetti (operante negli anni '60) e altri reperti.

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L'Elea 6001 Olivetti è esposto nel "Museo degli Strumenti per il Calcolo" a Pisa della Fondazione Galileo Galilei.

pisa

Nel Museo largo spazio è dato alla CEP (Calcolatrice Elettronica Pisana), nata nel 1961.

cep

Pisa evolve e l'informatica è alleata ormai con la robotica: oggi l'Istituto di BioRobotica del Sant'Anna di Pisa è leader nella ricerca sui Robot.

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"Credo nei robot riabilitativi e in quelli "soft" ispirati al mondo animale. I primi vengono già utilizzati negli ospedali e nei centri di ricerca, i secondi sono una frontiera promettente".
(dall'Intervista di J. D'Alessandro a C. Cipriani, foto di E. Camerini per RLab - la Repubblica N.5 del 28 febbraio 2018).

Di nuovo un salto nel passato.

Museo delle Macchine da scrivere
(Parcines-Merano) tn_IMG_0728


All'Università di Castilla-La Mancia in Spagna, c'è un'interessante raccolta di reperti, tra cui il raro Commodore CMB 4000 degli anni '70 e raccolta "virtuale" dei primi video-giochi..

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In rete sono disponibili tanti ulteriori approfondimenti dei
tempi dell'informatica e della nascita della società digitale.

Esperienze di conservazione, oltre che sul web, sono anche riscontrabili nella realtà: oltre 12.000 pezzi salvati in oltre 25 anni di impegno: www.museodelcomputer.org

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